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IO MATEMATICO CONTRO LA “RELIGIONE” DELLA SCIENZA

La difesa della “ragione allargata”. La battaglia contro lo scientismo. Il bisogno di maestri. Uno degli scienziati più controcorrente d’Italia spiega perché c’è un solo modo per difendere davvero la sua disciplina (e salvare l’educazione): «Non ridurre l’uomo a un dado». E accettare la sfida dell’infinito

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15 AGOSTO 2008 LA FESTA DELLA DORMIZIONE DELLA MADRE DI DIO

Tutte le liturgie delle Chiese cristiane hanno un senso pedagogico – o, meglio, mistagogico – molto chiaro. Questo aspetto è sottolineato chiaramente nelle liturgie dell'Oriente cristiano: la liturgia è come un maestro nella fede, impregnata com'è di elementi che istruiscono i fedeli nelle verità della fede. Troviamo questa dimensione della liturgia in particolare nelle celebrazioni della Madre di Dio, colei che accolse nel suo grembo il Verbo eterno di Dio.
La presenza di Maria scandisce i diversi momenti dell'anno liturgico delle Chiese di tradizione bizantina

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TUTTE LE GENERAZIONI MI CHIAMERANNO BEATA OMELIA DI PAPA BENEDETTO XVI 2006

Nel Magnificat – il grande canto della Madonna ora ascoltato nel Vangelo – troviamo una parola sorprendente. Maria dice: "D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata". La Madre del Signore profetizza le lodi mariane della Chiesa per tutto il futuro, la devozione mariana del Popolo di Dio fino alla fine dei tempi. Lodando Maria la Chiesa non ha inventato qualcosa "accanto" alla Scrittura: ha risposto a questa profezia fatta da Maria in quell’ora di grazia.

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IL MARTIRIO DI SAN LORENZO NEL RACCONTO DI AMBROGIO

San Lorenzo appare specialmente caro a sant'Ambrogio: come gli apostoli Pietro e Paolo, l'arcidiacono di Papa Sisto ii, martire nella persecuzione di Valeriano nel 258, gli richiamava la sua Chiesa d'origine, con la sua fede: la "fede romana" (romana fides). Ma il santo era anche particolarmente venerato nella sua famiglia. Ambrogio ricorda che a lui si era raccomandato il fratello Satiro prima di mettersi in viaggio per la Sicilia e l'Africa: "Con le tue preghiere al santo martire Lorenzo avevi ottenuto di metterti in viaggio".

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PAOLO VI EBBE MERITI SOVRUMANI. PAROLA DI BENEDETTO XVI

Papa Ratzinger non è mai banale. Neppure quando, seguendo il protocollo, fa memoria di un suo predecessore a trent'anni dalla morte.
E' accaduto domenica durante l'Angelus recitato a Bressanone, dove Benedetto XVI ha deciso di trascorrere (come faceva quando ancora era cardinale) un breve periodo di vacanza. Il predecessore in questione è Paolo VI, morto il 6 agosto 1978 nella residenza estiva di Castel Gandolfo all'età di 81 anni, dopo tre lustri di pontificato.

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XXIX OLIMPIADE A PECHINO IL SALUTO DEL PAPA

Cari amici,

venerdì prossimo, 8 agosto, si apriranno a Pechino i Giochi della XXIX Olimpiade. Sono lieto di indirizzare al Paese ospitante, agli organizzatori e ai partecipanti, in primo luogo agli atleti, il mio cordiale saluto, con l’augurio che ciascuno possa dare il meglio di sé, nel genuino spirito olimpico. Seguo con profonda simpatia questo grande incontro sportivo – il più importante ed atteso a livello mondiale – ed auspico vivamente che esso offra alla comunità internazionale un valido esempio di convivenza tra persone delle più diverse provenienze, nel rispetto della comune dignità. Possa ancora una volta lo sport essere pegno di fraternità e di pace tra i popoli!

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IN MEMORIA DI PAPA PAOLO VI IL TESTAMENTO

 

1. Fisso lo sguardo verso il mistero della morte, e di ciò che la segue, nel lume di Cristo, che solo la rischiara; e perciò con umile e serena fiducia. Avverto la verità, che per me si è sempre riflessa sulla vita presente da questo mistero, e benedico il vincitore della morte per averne fugate le tenebre e svelata la luce.

 

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E’ SOVRUMANO IL MERITO DI PAPA PAOLO VI

Ora, cari amici, vi invito a fare insieme con me memoria devota e filiale del Servo di Dio, il Papa Paolo VI, di cui, fra tre giorni, commemoreremo il 30° anniversario della morte. Era infatti la sera del 6 agosto 1978 quando egli rese lo spirito a Dio; la sera della festa della Trasfigurazione di Gesù, mistero di luce divina che sempre esercitò un fascino singolare sul suo animo.

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LA STORIA DI JAMEL

Nacqui nella cultura mussulmana. Già all'età di 12 anni cominciai a praticare l'islam, la religione della mia famiglia e del mio paese, condannando severamente il cristianesimo. Il mio traguardo di allora era quello di assomigliare, o possibilmente di imitare il più possibile Maometto, il fondatore dell'Islam. Digiunavo spesso, passavo molto tempo nella moschea (il luogo di preghiera die mussulmani) e leggevo tutti i giorni il Corano, il loro libro sacro.

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