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ESERCIZI SPIRITUALI NELLA VITA ORDINARIA

"Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni […] Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi" (lettera di Giacomo 4,1-3;8)

Come? Attraverso l'esperienza degli Esercizi Spirituali nella Vita Ordinaria che aiutano a "preparare e disporre l'anima a liberarsi da tutte le affezioni disordinate e, dopo averle eliminate, a cercare e trovare la volontà di Dio…" (s. Ignazio di Loyola, ES [1])

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LA VITA E’ COSI’

L'uomo! Tutta la vita è alla ricerca di un qualcosa che lo faccia sentire realizzato. Tutti noi ricerchiamo un ideale che ci dia forza; riponiamo la nostra fiducia in qualcuno o in qualcosa.
La maggior parte delle volte, però, quello a cui noi crediamo o ci affidiamo è un qualcosa di passeggero, un qualcosa destinato a crollare, a finire. Una cosa non ci tradisce mai, uno solo ci è sempre vicino se noi lo sappiamo accettare…Cristo e la nostra fede in Lui.
Solo se noi riusciamo ad affidarci totalmente a Lui, solo se riponiamo tutta la nostra fiducia in Lui, ci potremo aggrappare ad un solido appiglio , potremo imbatterci in un qualcosa che non muore, che non crolla neanche se sottoposto alle prove più dure. E allora, anche se queste prove richiederanno di lottare con tutte le nostre forze, anche se talvolta avremo delle crisi, non ci dovremo fermare. Se ci sembrerà che tutto ci crolli addosso, dobbiamo credere e avere fede in Lui, dobbiamo ricercare un raggio di luce che ci conduca di nuovo a Cristo e ci faccia capire che tutta la vita è un dono.

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ARIA PIU’ PULITA PER TUTTI

Si celebra martedì primo settembre la quarta Giornata per la salvaguardia del creato. Nel messaggio per l'occasione, la Conferenza episcopale italiana invita tutti a una “conversione ecologica” per arginare i danni del riscaldamento del Pianeta

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ABRUZZO, E’ ORMAI QUASI AUTUNNO

Con l’autunno alle porte e le persone ancora nelle tendopoli, non ci si può perdere in discussioni e accuse reciproche ma bisogna lavorare insieme per risolvere i problemi. Ne è convinto l’arcivescovo di L’Aquila, mons. Giuseppe Molinari, che invita la popolazione aquilana a “darsi da fare perché sembra che ci si aspetti tutto dallo Stato e dagli altri”. Un messaggio che, pubblicato sul quindicinale diocesano “Vola”, risuona in una città in cui i segnali positivi sono attenuati da una preoccupazione: le nuove case basteranno a rispondere alle esigenze di tutti gli sfollati?

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LA TERRA E’ UN DONO PREZIOSO

Alle ore 10.30 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo per incontrare i fedeli ed i pellegrini convenuti per l’Udienza Generale del mercoledì.
Nel discorso in lingua italiana, il Santo Padre ha trattato il tema della salvaguardia del creato.
Dopo la catechesi, il Papa ha rivolto un saluto in varie lingue ai gruppi di fedeli presenti e ha concluso impartendo la Benedizione Apostolica.
Successivamente, dopo aver salutato alcune persone nella Sala degli Svizzeri, il Papa si è affacciato nuovamente al balcone del Cortile per salutare e benedire i fedeli di lingua tedesca.

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Jan Beyzym

Un giorno del 1890, in un convento di Gesuiti in Ucraina, viene letto nel refettorio un articolo sui lebbrosi. Un novizio respinge il piatto, dicendo: «Mi stupisco che si possano leggere cose tanto ripugnanti durante il pasto». Il suo vicino, che ascolta diversamente, è sconvolto dalla descrizione delle sofferenze… Qualche anno dopo, ne parlerà al suo confessore, Padre Beyzym. Questi, turbato a sua volta, coglie l'occasione per chiedere di partire al servizio dei lebbrosi. «So benissimo, scrive al Superiore generale dei Gesuiti, in che consiste la lebbra e a cosa devo esser preparato; tuttavia, tutto ciò non mi spaventa, al contrario, mi attira».Jan Beyzym è nato il 15 maggio 1850 a Beyzymy Wielkie, oggi nella Repubblica ucraina. Schietto e zelante nel lavoro, gli nuoce una gran timidezza giovanile. Fin dalla più tenera infanzia, condivide la devozione affatto particolare della sua famiglia per Maria. Jan pensa di diventare sacerdote in una modesta parrocchia di campagna, ma suo padre lo orienta invece verso i Gesuiti. Dopo una lunga lotta interiore, entra al noviziato della Compagnia di Gesù, il 10 dicembre 1872. Nel corso dei due anni di noviziato, Jan apprende la vita religiosa, alternando esercizi spirituali, occupazioni materiali ed opere di carità. Abituato ad una vita difficile, non soffre troppo della disciplina cui si deve piegare, ma rimane un po' rude nei suoi rapporti con il prossimo. Finito il noviziato, continua gli studi di filosofia e di teologia, fino all'ordinazione sacerdotale a Cracovia, in Polonia, il 26 luglio 1881. La sua anima ardente si rivela nelle seguenti parole: «Lavoriamo per Dio, per il cielo, e non dovremmo lasciarci superare nella nostra opera e nei sacrifici da coloro che lavorano per beni materiali o che vivono solo per la terra».

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SALUTO DELL’ARCIVESCOVO AI LENOLESI NEGLI USA

 Gabriele Mattei un lenolese verso la gloria degli altari! Cari amici lenolesi avete un illustre antenato, siate orgogliosi di tanta  illustre storia, imitatene la fede, pregate e fate pregare perché il Signore  dia un segno della gloria che Gabriele Mattei gode presso Dio come intercessore così da poterlo presto venerare come protettore.

        

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TERREMOTO IN ABRUZZO. IN PREGHIERA PER LE VITTIME

Alle tre e mezza di notte, tra domenica e lunedì, l’Abruzzo ha tremato.

L’epicentro del terremoto si è registrato a Paganica, paese andato in gran parte distrutto; colpita duramente anche L’Aquila, come pure i centri abitati della zona. Diversi i palazzi crollati nel capoluogo, tra cui la Casa dello Studente e la Prefettura.
Al momento in cui scriviamo sono un centinaio i morti accertati, oltre a 1.500 feriti e 100 mila sfollati. Tra le vittime del terremoto anche suor Gemma Antonucci, badessa delle suore Clarisse del convento di Santa Chiara di Paganica.

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