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VEGLIATE E PREGATE

Cari amici! La fede e la preghiera non risolvono i problemi, ma permettono di affrontarli con una luce e una forza nuova, in modo degno dell’uomo, e anche in modo più sereno ed efficace. Se guardiamo alla storia della Chiesa vedremo che è ricca di figure di Santi e Beati che, proprio partendo da un intenso e costante dialogo con Dio, illuminati dalla fede, hanno saputo trovare soluzioni creative, sempre nuove, per rispondere a bisogni umani concreti in tutti i secoli: la salute, l’istruzione, il lavoro, eccetera. La loro intraprendenza era animata dallo Spirito Santo e da un amore forte e generoso per i fratelli, specialmente per quelli più deboli e svantaggiati” (Benedetto XVI).

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SIGNORE MOSTRACI IL PADRE – VIA CRUCIS –

Perché Gesù è stato condannato a morte, lui, che "passò facendo del bene" (Atti degli Apostoli, 10, 38)? Questa domanda ci accompagnerà lungo la Via Crucis come ci accompagna per tutta la vita.
Nei Vangeli troviamo una risposta vera:  i capi dei Giudei hanno voluto la sua morte perché hanno compreso che Gesù si riteneva il Figlio di Dio. E troviamo anche una risposta che i Giudei hanno usato come pretesto, per ottenere da Pilato la sua condanna:  Gesù avrebbe preteso di essere un re di questo mondo, il re dei Giudei.
Ma dietro a queste risposte si spalanca un abisso, sul quale gli stessi Vangeli e tutta la Sacra Scrittura ci fanno aprire lo sguardo:  Gesù è morto per i nostri peccati. E ancora più profondamente, è morto per noi, è morto perché Dio ci ama e ci ama al punto di dare il suo Figlio unigenito, affinché noi abbiamo la vita per mezzo di lui (cfr. Giovanni, 3, 16-17).
È a noi stessi, dunque, che dobbiamo guardare:  al male e al peccato che abitano dentro di noi e che troppo spesso fingiamo di ignorare. Ma ancora di più dobbiamo volgere lo sguardo al Dio ricco di misericordia che ci ha chiamato amici (cfr. Giovanni, 15, 15). Così il cammino della Via Crucis e tutto il cammino della vita diventa un itinerario di penitenza, di dolore e di conversione, ma anche di gratitudine, di fede e di gioia.

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GURDERANNO COLUI CHE HANNO TRAFITTO

«Essi guarderanno colui che hanno trafitto» (Zc 12,10; Gv 19,37). Con queste parole l'evangelista Giovanni chiude la sua narrazione della passione di Gesù; con tali parole introduce la visione di Cristo nello ultimo libro del Nuovo Testamento che noi chiamiamo 'Apocalisse'. Tra queste due citazioni della parola profetica dell' Antico Testamento è tesa tutta la storia: tra la crocifissione e il ritorno del Signore; in questa citazione si parla sia dell'abbassamento di colui che morì come un assassino sul patibolo, che della potenza di colui che verrà per giudicare il mondo, per essere quindi anche il nostro giudice.

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AVVISO AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE

L'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile in collaborazione con il Coordinamento interassociativo AVIS, CRI, FIDAS, FRATRES (CIVIS) e il Centro Nazionale sangue, promuove la "Settimana di donazione del sangue dei volontari in SCN" che si svolgerà, su tutto il territorio nazionale, dal 6 al 13 marzo 2010.

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RACCONTA IL TUO SERVIZIO … GIOVANNI A L’AQUILA

Ho appreso la solidarietà con la S maiuscola. Quella tra cittadini di una stessa nazione, di una stessa terra.
Persone da ogni parte d'Italia uniti dalla stessa volontà di dare una mano agli abruzzesi: qualcosa che non avevo mai sperimentato prima, qualcosa ovviamente che si vorrebbe e si dovrebbe sperimentare ogni giorno, non solo dopo una catastrofe, ma che resta comunque un grande prova di senso civico.

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LA GIUSTIZIA DI DIO

Ogni anno, in occasione della Quaresima, la Chiesa ci invita a una sincera revisione della nostra vita alla luce degli insegnamenti evangelici. Quest’anno vorrei proporvi alcune riflessioni sul vasto tema della giustizia, partendo dall’affermazione paolina: La giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo (cfr Rm 3,21-22).

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SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO

Si celebra il 1 gennaio, solennità della Madre di Dio, l'annuale Giornata mondiale della pace. Quest'anno il titolo del Messaggio di Benedetto XVI è «Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato». Il testo riprende molti dei temi affrontati nell'enciclica Caritas in veritate, ma che risuona molto attuale all'indomani della Conferenza sul clima di Copenhagen dove è emerso con chiarezza tutta la difficoltà a trovare risposte condivise all'emergenza ambientale. Il Papa nel suo Messaggio torna a indicare il problema di fondo: non si tutela l'ambiente se non si parte da una solidarietà vera, capace di guardare nello stesso tempo alle generazioni future e a quanti oggi vivono nelle aree più povere del mondo.

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OGGI SU DI NOI SPLENDERA’ LA LUCE

Fedele al mandato del suo Fondatore, la Chiesa è solidale con coloro che sono colpiti dalle calamità naturali e dalla povertà, anche nelle società opulente. Davanti all’esodo di quanti migrano dalla loro terra e sono spinti lontano dalla fame, dall’intolleranza o dal degrado ambientale, la Chiesa è una presenza che chiama all’accoglienza. In una parola, la Chiesa annuncia ovunque il Vangelo di Cristo nonostante le persecuzioni, le discriminazioni, gli attacchi e l’indifferenza, talvolta ostile, che – anzi – le consentono di condividere la sorte del suo Maestro e Signore

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