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CRESCERE MISERICORDIOSI COME IL PADRE IL GIUBILEO DEI RAGAZZI

Questo tempo prezioso coinvolge anche voi, cari ragazzi e ragazze, e io mi rivolgo a voi per invitarvi a prenderne parte, a diventarne i protagonisti, scoprendovi figli di Dio (cfr 1 Gv 3,1). Vi vorrei chiamare uno a uno, vi vorrei chiamare per nome, come fa Gesù ogni giorno, perché lo sapete bene che i vostri nomi sono scritti in cielo (Lc 10,20), sono scolpiti nel cuore del Padre che è il Cuore Misericordioso da cui nasce ogni riconciliazione e ogni dolcezza.

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GUIDA PER UNA BUONA CONFESSIONE

Spesso, a prescindere da quanti e quali siano i peccati, ci si chiede: “quante volte dovrei confessarmi?
San Giovanni Bosco (Don Bosco, 1815 – 1888) e San Francesco di Sales (1567 – 1622) consigliavano d’accostarvisi almeno una volta ogni otto giorni o quindici giorni a seconda delle necessità, in generale perlomeno una volta al mese.
Ci si può confessare anche più volte nell’arco della settimana, in special modo agli inizi del cammino di fede, ed addirittura San Bonaventura (1221 – 1274) raccomandava la confessione due volte alla settimana.
In termini generali, tutti i santi concordavano sulla necessità d’una confessione mensile.
Per quanto riguarda la scelta del sacerdote confessore, San Giuseppe Cafasso (1811 – 1860) diceva che dobbiamo sentirci liberi come l’aria: la sola cosa importante è confessare tutti i propri peccati.

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LA MISERICORDIA FA FIORIRE LA VITA

“Siamo noi il sogno di Dio che, da vero innamorato, vuole cambiare la nostra vita”  Con queste parole Papa Francesco invitava a spalancare il cuore alla tenerezza del Padre, “che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati” (1Pt 1,3) e ha fatto fiorire la nostra vita.

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IL PERDONO DI S. MARIA GORETTI, PICCOLO FIORE DI CAMPO CIELO SULLA PALUDE

“Io lo perdono e lo voglio con me in paradiso”. A 11 anni, 6 mesi e 20 giorni, Maria Goretti, conosciuta per la gente delle paludi con il nome di Marietta, sul letto dell’ospedale di Nettuno, sale al cielo, perdonando il suo assassino e invocando per lui il Paradiso. Bambina di Dio, cos’hai fatto? Quale grandioso dono hai lasciato all’umanità, a volte dimentica di cielo, ma certamente impastata di terra? Quali altezze ha raggiunto il tuo animo? Ecco il tuo cuore batte forte vicino a quello di ognuno di noi quando ti invochiamo, assetati di misericordia, vogliosi anche noi della grazia del perdono, che dona pace e serenità.
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MARIA GORETTI LA SANTA DEL PERDONO E DELLA PUREZZA

Il racconto è dello stesso Alessandro Serenelli, fatto al Tribunale Ecclesiastico; Maria Goretti capì le sue intenzioni e prese a dirgli: “No, no, Dio non vuole, se fai questo vai all’inferno”. Ancora una volta respinto, il giovane andò su tutte le furie e preso un punteruolo che aveva con sé, cominciò a colpirla; Maria lo rimproverava e si divincolava e lui ormai cieco nel suo furore, prese a colpirla con violenza sulla pancia e lei ancora diceva: “Che fai Alessandro? Tu così vai all’inferno…”, quando vide le chiazze di sangue sulle sue vesti, la lasciò, ma capì di averla ferita mortalmente.

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VINCI L’INDIFFERENZA E CONQUISTA LA PACE

Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona! All’inizio del nuovo anno, vorrei accompagnare con questo mio profondo convincimento gli auguri di abbondanti benedizioni e di pace, nel segno della speranza, per il futuro di ogni uomo e ogni donna, di ogni famiglia, popolo e nazione del mondo, come pure dei Capi di Stato e di Governo e dei Responsabili delle religioni. Non perdiamo, infatti, la speranza che il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati, a diversi livelli, a realizzare la giustizia e operare per la pace. Sì, quest’ultima è dono di Dio e opera degli uomini. La pace è dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo.
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IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

Ugualmente dispongo che nei Santuari e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero.

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IL MIRACOLO DEI CIPRESSI

Oltre all’ammirazione artistica, l’occhio è chiamato a ben altra attrattiva, che stupisce e lascia perplessi: sono i rami robusti di cipresso inchiodati sul cornicione maggiore nel 1628: insieme a festoni di mirto dovevano avere il compito solo di abbellimento per l’inaugurazione della bella facciata. Dopo molti giorni nel disfare l’addobbo, si trovarono attecchiti. Sono senza radici e tuttavia da allora resistono alle intemperie e alla siccità.

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