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PAOLO: IL CONCILIO DI GERUSALEMME E L’INCIDENTE DI SIRIA

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Benedetto XVI – rientrato ieri pomeriggio in Vaticano al termine del Suo soggiorno estivo nella residenza di Castel Gandolfo – ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, il Santo Padre continuando il ciclo di catechesi sulla figura di San Paolo Apostolo, si è soffermato oggi in particolare su il "Concilio" di Gerusalemme e l’incidente di Antiochia.

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POICHE’ TU SEI IL SORRISO DI DIO IL RIFLESSO DELLA LUCE DI CRISTO

 

Maria è oggi nella gioia e nella gloria della Risurrezione. Le lacrime versate ai piedi della Croce si sono trasformate in un sorriso che nulla ormai spegnerà, pur rimanendo intatta la sua compassione materna verso di noi. L’intervento soccorrevole della Vergine Maria nel corso della storia lo attesta e non cessa di suscitare verso di lei, nel Popolo di Dio, una confidenza incrollabile: la preghiera del Memorare (“Ricordati”) esprime molto bene questo sentimento. Maria ama ciascuno dei suoi figli, concentrando in particolare la sua attenzione su coloro che, come il Figlio suo nell’ora della Passione, sono in preda alla sofferenza; li ama semplicemente perché sono suoi figli, secondo la volontà di Cristo sulla Croce.

 

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OGGI E’ NECESSARIO CERCARE DIO E LASCIARSI TROVARE DA LUI

 

Vorrei parlarvi stasera delle origini della teologia occidentale e delle radici della cultura europea. Ho ricordato all’inizio che il luogo in cui ci troviamo è in qualche modo emblematico. È infatti legato alla cultura monastica, giacché qui hanno vissuto giovani monaci, impegnati ad introdursi in una comprensione più profonda della loro chiamata e a vivere meglio la loro missione. È questa un’esperienza che interessa ancora noi oggi, o vi incontriamo soltanto un mondo ormai passato? Per rispondere, dobbiamo riflettere un momento sulla natura dello stesso monachesimo occidentale. Di che cosa si trattava allora? In base alla storia degli effetti del monachesimo possiamo dire che, nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione di popoli e dai nuovi ordini statali che stavano formandosi, i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva formata passo passo una nuova cultura. Ma come avveniva questo? Quale era la motivazione delle persone che in questi luoghi si riunivano? Che intenzioni avevano? Come hanno vissuto?

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11 SETTEMBRE UN MONITO PER L’UMANITA’


di Giuseppe M. Petrone

Un attacco terroristico senza precedenti quello di Al Qaeda che colpì al cuore gli Stati Uniti d'America e il mondo intero. Come dimenticare le migliaia di vittime innocenti? Come dimenticare i sopravvissuti al crollo delle Torri Gemelle – il simbolo forse più celebre di New York – coperti di polvere e calcinacci, mentre si aggiravano smarriti come fantasmi bianchi per le strade di Manhattan? Come dimenticare la colonna di fumo che si alzava dal World Trade Center prima del crollo delle due Torri? Miliardi di persone assistettero esterrefatte in diretta televisiva a quei drammatici eventi. Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, poche ore dopo i tragici avvenimenti, dichiarò alla Nazione: "La nostra libertà è stata attaccata da un codardo senza volto. I responsabili saranno puniti".
Quest'anno l'anniversario dell'11 settembre giunge alla vigilia delle elezioni presidenziali statunitensi. Il presidente George W. Bush che è intervenuto in collegamento via satellite alla convention repubblicana ha sostenuto il senatore dell'Arizona, John McCain, e implicitamente ribadito la bontà della sua strategia nella lotta contro il terrorismo: "Viviamo in un mondo pericoloso e abbiamo bisogno di un presidente che abbia imparato la lezione dell'undici settembre". Dal canto suo, il candidato democratico, Barack Obama, ha sottolineato nella recente missione a Berlino che l'Europa e gli Stati Uniti devono essere uniti contro il terrorismo. Mentre l'undici settembre viene ricordato dai seguaci di Osama bin Laden con nuove minacce – la televisione satellitare Al Jazeera ha reso noto lunedì otto settembre un nuovo video del numero due di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri – è invece evidente che serve una maggiore cooperazione internazionale nella lotta contro la piaga del terrorismo internazionale.
"Dio della pace porta la tua pace nel nostro mondo violento. Cerchiamo la tua guida mentre siamo davanti a eventi così tremendi".
Sono alcune delle parole della commovente e silente preghiera che Papa Benedetto XVI ha recitato il 20 aprile scorso, nel corso del suo storico viaggio negli Stati Uniti, davanti alla voragine che, a Ground Zero, ricorda i disumani attacchi dell'undici settembre 2001.
Il Papa si è inginocchiato nel cratere delle Twin Towers e ha pregato per le vittime di New York, di Washington (dove fu attaccato il Pentagono) e della Pennsylvania, i tre luoghi dove si schiantarono gli aerei dirottati dai terroristi in quel giorno buio nella storia dell'umanità.
Benedetto XVI ha scambiato commosse parole con ventiquattro persone toccate dalla tragedia: sedici familiari di vittime, quattro sopravvissuti, altrettanti soccorritori.
E se, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, la famiglia umana ha dato prova di grande civiltà fondando l'organizzazione delle Nazioni Unite, oggi la comunità internazionale sembra come smarrita e incapace di affrontare le sfide del xxi secolo. L'undici settembre ha evidenziato che qualcosa è cambiato per sempre nel mondo: la lotta contro il terrorismo deve caratterizzarsi per negare ogni tipo di giustificazione morale ai terroristi.

(©L'Osservatore Romano – 11 settembre 2008)

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L’INDIA HA BISOGO DI AUTENTICI TESTIMONI DI CRISTO

In India, la risposta dei cristiani alla violenza è quella che avrebbe dato madre Teresa e che ripete chi oggi è al suo posto: "La testimonianza cristiana necessaria in India oggi consiste nell'essere discepoli autentici di Cristo". Così risponde a "L'Osservatore Romano" suor Mary Nirmala Joshi, superiora generale delle Missionarie della carità, in un colloquio telefonico con suor Mary Elizabeth Lariviere, dell'edizione in lingua inglese, e con il nostro direttore.

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