BIBBIA NO-STOP: PRIMA IL PAPA POI BENIGNI
«In principio Dio creò il cielo e la terra». Con queste parole, quelle d'inizio del libro della Genesi, Benedetto XVI ha aperto la lettura integrale della Bibbia, iniziativa promossa dalla Rai.
«In principio Dio creò il cielo e la terra». Con queste parole, quelle d'inizio del libro della Genesi, Benedetto XVI ha aperto la lettura integrale della Bibbia, iniziativa promossa dalla Rai.
Pubblichiamo di seguito il testo della meditazione che il Santo Padre Benedetto XVI ha tenuto questa mattina alle ore 9 nell’Aula del Sinodo in apertura dei lavori della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dopo la lectio brevis dell’Ora Terza
Questa mattina, con la Santa Messa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, ha preso inizio la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano nell’arco di tre settimane ed affronterà il tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".
Iddio protegga e benedica l’Italia e tutti i suoi abitanti!
La Madonna appare a un giovane che era sul punto di commettere un omicidio. Inizia così la storia di fra Deogratias (Gabriele Mattei) e del santuario di Lenola. Correva l’anno 1602…
L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Benedetto XVI – rientrato ieri pomeriggio in Vaticano al termine del Suo soggiorno estivo nella residenza di Castel Gandolfo – ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, il Santo Padre continuando il ciclo di catechesi sulla figura di San Paolo Apostolo, si è soffermato oggi in particolare su il "Concilio" di Gerusalemme e l’incidente di Antiochia.
Domenica prossima sarà Benedetto XVI a inaugurare, su Rai1, la lettura integrale della Parola.
Valentina Vezzali, Campionessa nello sport e nella vita: “Senza Dio non avrei mai fatto tanta strada”. La regina della scherma a ‘Petrus’: “Ho detto no alla Tv, la mia priorità è la Famiglia”
Maria è oggi nella gioia e nella gloria della Risurrezione. Le lacrime versate ai piedi della Croce si sono trasformate in un sorriso che nulla ormai spegnerà, pur rimanendo intatta la sua compassione materna verso di noi. L’intervento soccorrevole della Vergine Maria nel corso della storia lo attesta e non cessa di suscitare verso di lei, nel Popolo di Dio, una confidenza incrollabile: la preghiera del Memorare (“Ricordati”) esprime molto bene questo sentimento. Maria ama ciascuno dei suoi figli, concentrando in particolare la sua attenzione su coloro che, come il Figlio suo nell’ora della Passione, sono in preda alla sofferenza; li ama semplicemente perché sono suoi figli, secondo la volontà di Cristo sulla Croce.
Vorrei parlarvi stasera delle origini della teologia occidentale e delle radici della cultura europea. Ho ricordato all’inizio che il luogo in cui ci troviamo è in qualche modo emblematico. È infatti legato alla cultura monastica, giacché qui hanno vissuto giovani monaci, impegnati ad introdursi in una comprensione più profonda della loro chiamata e a vivere meglio la loro missione. È questa un’esperienza che interessa ancora noi oggi, o vi incontriamo soltanto un mondo ormai passato? Per rispondere, dobbiamo riflettere un momento sulla natura dello stesso monachesimo occidentale. Di che cosa si trattava allora? In base alla storia degli effetti del monachesimo possiamo dire che, nel grande sconvolgimento culturale prodotto dalla migrazione di popoli e dai nuovi ordini statali che stavano formandosi, i monasteri erano i luoghi in cui sopravvivevano i tesori della vecchia cultura e dove, in riferimento ad essi, veniva formata passo passo una nuova cultura. Ma come avveniva questo? Quale era la motivazione delle persone che in questi luoghi si riunivano? Che intenzioni avevano? Come hanno vissuto?
