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IL PROGRAMMA DELLA FESTA DELLA MADONNA DEL COLLE

Cari amici e fedeli, sempre e ancor più nei giorni della festa con la sua soave immagine la Vergine del Colle sarà al centro dei nostri cuori, perché da lei riceviamo il conforto e il sorriso della fede con il quale siamo sollevati nei nostri affanni quotidiani. Il servo di Dio Gabriele Mattei ci insegna a realizzare una devozione  che non sia solo ideale ma anche reale, a rientrare nel nostro cuore, come avvenne per lui, per ascoltare la voce di Maria che ci indica la via della confidenza nella preghiera, della fiducia nei pericoli della prudenza nell’agire, della fortezza nella prova, del perdono nell’offesa, del soccorso nell’indigenza. A tutti i figli di Lenola, agli ospiti, ai devoti della Madonna del Colle sparsi in ogni luogo l’augurio di sperimentare la gioia di sentirsi tutti figli e fratelli intorno alla Madre di Misericordia. Buona Festa !

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IL CUORE DI S. CAMILLO DE LELLIS AL SANTUARIO DEL COLLE

Il calendario della festa della Madonna del Colle si arricchisce spiritualmente quest’anno con l’accoglienza al Santuario il 6 settembre  della preziosa reliquia del Cuore di S. Camillo de Lellis, patrono dei malati, degli operatori sanitari e degli ospedali, accompagnata da Padre Gianfranco Lunardon, camilliano. Domenica  7 settembre alle ore 18.30  la S. Messa con il rito dell’unzione degli infermi concluderà la tappa della peregrinatio a Lenola della reliquia.

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NOI NON POSSIAMO TACERE

Appello e invito alla preghiera della CEI per i cristiani perseguitati. “Un autentico Calvario accomuna i battezzati in Paesi come Iraq e Nigeria, dove sono marchiati per la loro fede e fatti oggetto di attacchi continui da parte di gruppi terroristici; scacciati dalle loro case ed esposti a minacce, vessazioni e violenze, conoscono l’umiliazione gratuita dell’emarginazione e dell’esilio fino all’uccisione. A fronte di un simile attacco alle fondamenta della civiltà, della dignità umana e dei suoi diritti, noi non possiamo tacere”.

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AMO PERCHE’ AMO, AMO PER AMARE

L'amore è sufficiente per se stesso,
piace per se stesso e in ragione di sé.
E' se stesso merito e premio. 

L'amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all'infuori di Sé.
Il suo vantaggio sta nell'esistere. 

Amo perché amo, amo per amare. 

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CHI INCONTRA IL MISTERO DI GESU, INCONTRA IL MISTERO D’ISRAELE

Era la mattina del 13 giugno del 1960, l’anziano professor Jules Isaac, l’autore del libro “Gesù e Israele”, la cui famiglia era stata barbaramente sterminata nella Shoà, faceva il suo ingresso in Vaticano, per essere ricevuto in udienza da papa Giovanni XXIII. Jules Isaac portava con sé il dolore profondo dei secoli, il dramma sconfinato provocato dall’incomprensione e dall’odio, si percepiva in lui l’icona del salmista che sale a Gerusalemme con un canto di lamento:   Dalla giovinezza, molto mi hanno perseguitato

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IL MESE DI MAGGIO IL MESE DI MARIA

«Ecco finalmente tornato il mese della bella Mammina…»: così scrisse una volta san Pio da Pietrelcina all'inizio del mese di maggio. Proprio così. È da secoli, ormai, che il mese di maggio è il mese di Maria per eccellenza, il mese della «bella Mammina».È il mese più bello dell'anno per lo splendore primaverile che lo riveste: per questo è consacrato a Colei che la Chiesa canta e loda comeTutta Bella. È il mese in cui sbocciano fragranti le rose nel tepore della ridente natura: per questo viene consacrato a Colei che la Chiesa esalta comeRosa Mistica.«Mese di maggio – così il Papa Paolo VI – Noi ricordiamo la letizia infantile con cui, andando a scuola, portavamo fiori per l'altare della Madonna: lumi, canti, preghiere e "fioretti" davano gioconda espressione alla devozione verso Maria Santissima, che ci appariva allora come la regina della primavera, primavera della natura e primavera delle anime».
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Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima

E’ il tempo del deserto dove tutto sembra possibile.
È il tempo dell’ essenziale che fa brillare l’acqua negli occhi.
È il tempo della fede nuda dove il cammello oltrepassa la cruna dell’ago.
E’ il tempo dell’ abbandono nel cuore di Dio.
È il tempo dei passi lenti, come l’ amore che lava i piedi agli amici.
È il nostro tempo, l’ unico che abbiamo per riconoscere un Dio che ci ama esattamente per quello che siamo e non per quello che facciamo.
E che continuamente sussurra alle mie orecchie: Ti amo.

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L’icona di Maria nel Corano

“Respice stellam, voca Mariam!”, ripeterebbe san Bernardo, difronte ad una società, quella italiana, che va sempre più caratterizzandosi come società multiculturale, multietnica e multireligiosa. Maria, io la vedo, come la grande Educatrice, che prendendoci teneramente per mano, ci può condurre sulla via della dell’armonia, dell’ascolto dell’altro per conoscerlo, criterio necessario per una convivenza nella pace per coloro che ancora oggi cercano Dio con cuore aperto e sincero.

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