LA CARTA ONU UN ALTISSIMO PUNTO DI RIFERIMENTO

Rivolgo il mio cordiale saluto alle Autorità presenti, in particolare al Presidente della Repubblica Italiana, alle altre Autorità italiane, al Gran Maestro dell'Ordine di Malta e a tutti voi che avete preso parte a questa serata dedicata all'ascolto di musiche classiche, interpretate dalla Brandenburgisches Staatsorchester di Frankfurt, diretta per l'occasione dal Maestro Signora Inma Shara. A lei e agli orchestrali desidero esprimere il comune apprezzamento per il talento e l'efficacia con cui hanno interpretato questi suggestivi brani musicali.

Ringrazio il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e la "Fondazione San Matteo in memoria del Cardinale François-Xavier Van Thuân" per aver promosso il concerto, che è stato preceduto dall'Atto commemorativo del 60° della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla consegna del premio Cardinale Van Thuân 2008 al Signor Cornelio Sommaruga, già Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, e dalla consegna dei premi "Solidarietà e sviluppo" a Padre Pedro Opeka, missionario in Madagascar, a Padre José Raul Matte, missionario tra i lebbrosi in Amazzonia, ai destinatari del Progetto Gulunap, per la realizzazione di una Facoltà di Medicina nell'Uganda del Nord e ai responsabili del progetto Villaggio degli Ercolini, per l'integrazione di bambini e ragazzi rom a Roma. Il mio grato pensiero va pure a quanti hanno collaborato alla realizzazione del concerto e alla RAI che lo ha trasmesso, allargando, per così dire, la "platea" di coloro che ne hanno potuto beneficiare.

Sessant'anni or sono, il 10 dicembre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunita a Parigi, adottò la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che costituisce ancora oggi un altissimo punto di riferimento del dialogo interculturale sulla libertà e sui diritti dell'uomo.

La dignità di ogni uomo è garantita veramente soltanto quando tutti i suoi diritti fondamentali vengono riconosciuti, tutelati e promossi.

Da sempre la Chiesa ribadisce che i diritti fondamentali, al di là della differente formulazione e del diverso peso che possono rivestire nell'ambito delle varie culture, sono un dato universale, perchè insito nella stessa natura dell'uomo.

La legge naturale, scritta dal Creatore nella coscienza umana, è un denominatore comune a tutti gli uomini e a tutti i popoli; è una guida universale che tutti possono conoscere e sulla base della quale tutti possono intendersi. I diritti dell'uomo sono, pertanto, ultimamente fondati in Dio creatore, il quale ha dato ad ognuno l'intelligenza e la libertà. Se si prescinde da questa solida base etica, i diritti umani rimangono fragili perché privi di solido fondamento.

La celebrazione del 60.mo anniversario della Dichiarazione costituisce pertanto un'occasione per verificare in quale misura gli ideali, accettati dalla maggior parte della comunità delle Nazioni nel 1948, siano oggi rispettati nelle diverse legislazioni nazionali e, più ancora, nella coscienza degli individui e delle collettività. Indubbiamente un lungo cammino è stato già percorso, ma ne resta ancora un lungo tratto da completare: centinaia di milioni di nostri fratelli e sorelle vedono tuttora minacciati i loro diritti alla vita, alla libertà, alla sicurezza; non sempre è rispettata l'uguaglianza tra tutti né la dignità di ciascuno, mentre nuove barriere sono innalzate per motivi legati alla razza, alla religione, alle opinioni politiche o ad altre convinzioni.

Non cessi, pertanto, il comune impegno a promuovere e meglio definire i diritti dell'uomo, e si intensifichi lo sforzo per garantirne il rispetto. Accompagno questi voti con la preghiera perché Iddio, Padre di tutti gli uomini, ci conceda di costruire un mondo dove ogni essere umano si senta accolto con piena dignità, e dove i rapporti tra gli individui e tra i popoli siano regolati dal rispetto, dal dialogo e dalla solidarietà. A tutti la mia Benedizione.

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