DANTE CANTORE DI SAN FRANCESCO

Nell'ambito delle offerte culturali promosse dal Santuario del Colle in Lenola LT ritorna anche quest'anno la Lectura Dantis, con la guida del prof. Nazareno Pandozi.
 
Mentre il continente europeo cerca l'unificazione reale dei popoli inseguendo un idea mercatista che l'ha gettato nella più grave crisi economica e morale dal dopo guerra ad oggi, per un gioco congiunto di fatalismo, illusioni, nichilismo e divisioni, l'Europa di fatto è divenuto un continente acefalo.
 
La lettura del canto XI del Paradiso nel quale Dante presenta la figura di San Francesco rappresenta il tentativo di richiamare l'attenzione sulle radici stesse della nostra civiltà, per affrontare la crisi e trovare così la via per superarla a partire proprio dal messaggio universalmente sempre valido e pregnante del santo di Assisi.
 
Per il poeta fiorentino Assisi è il nuovo “oriente” da cui nacque un sole che avrebbe illuminato e rinnovato il mondo. E’ da questo oriente che verrà la rinascita per l'Italia e per l'Europa. Il Francesco che emerge da questo canto non è il Francesco dei fioretti o dei miracoli ma è il cavaliere, l’atleta, il guerriero, il combattente, non il poverello, ma il “grande della povertà” lo sposo di Madonna povertà per la quale egli spende tutte le sue energie fino a morire nudo sulla nuda terra.
 
Appuntamento dunque sabato 7 agosto agosto nella suggestiva e magnifica chiesa del Santuario del Colle di Lenola. 
 
Il testo dantesco sarà interpretato da Roberta Colantone, nel corso del recital il pubblico potrà apprezzare anche frammenti di grande musica eseguita all'organo  da Massimiliano Rossetti.
 
Per il prof. Pandozi, questo appuntamento rappresenta un'ulteriore tappa di un lungo impegno che lo vede nella diocesi di Milano animatore da diversi anni del progetto culturale avviato dalla chiesa italiana per la riscoperta delle radici cristiane.  “Rivisitare la nostra storia, recuperare la nostra memoria, riscoprire le nostre radici, potrebbe in qualche modo aiutarci – scrive il prof. Pandozi – a superare la nostra orfananza, ritrovare i padri e riconciliarsi con il passato per progettare su basi più solide il futuro, il futuro di quell’Europa, oggi affetta da miopia, in quanto fatica a guardare al suo passato, forse perché né ha perso la chiave di lettura. La lectura Dantis potrebbe essere l’occasione per ritrovare quella chiave gettata dall’alto della torre e persa nel fossato che circonda il castello”.