Il messaggio di Don Riccardo in occasione dell’ottantaduesimo anniversario del bombardamento di Lenola.
“Oggi il nostro paese si ferma. Si ferma per ricordare, per fare memoria di una ferita che il tempo non ha cancellato, ma che il tempo ci ha insegnato a custodire con rispetto.
Il 23 gennaio 1944, a Lenola, il cielo si fece improvvisamente nemico e la guerra – che spesso sembra lontana e astratta – entrò con violenza nelle case, nelle strade, nelle vite della gente. Cinquantotto civili persero la vita, persone comuni che non avevano scelto la guerra e che dalla guerra furono travolte.
Ricordarli oggi non è solo un dovere della memoria, ma un atto di coscienza.
Perché ogni vita spezzata grida ancora, e ci chiede di non abituarci mai al dolore degli innocenti, chiede a noi la responsabilità di costruire un futuro diverso.
Nel Vangelo, Gesù ci chiede qualcosa di umanamente difficile, ma profondamente liberante: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano.” Oggi, in questo giorno di memoria, siamo chiamati anche a questo. Pregare non solo per le vittime innocenti, ma anche per coloro che uccisero e uccidono, per chi, allora come oggi, sganciò quelle bombe, per chi obbedì e ancora obbedisce ad ordini disumani.
Non per giustificare il male, non per cancellare la responsabilità storica, ma per spezzare la catena dell’odio. Perché l’odio non ridà la vita a chi l’ha persa, mentre il perdono – anche quando è faticoso e incompleto – può salvare il futuro di chi resta.
Se oggi facciamo memoria di ciò che è stato, è perché quei 58 civili non siano solo un numero inciso nella pietra, ma volti da custodire nel cuore. È perché le nuove generazioni sappiano che la libertà e la pace hanno un prezzo altissimo, e che la storia può ripetersi se viene dimenticata.
Chiediamo alla Madre di Dio la grazia di essere una comunità capace di ricordare senza odiare, di soffrire senza disperare, di costruire senza distruggere.
Che questa memoria ci renda più umani.
Che questo dolore ci renda più responsabili.
Che il sacrificio di allora diventi impegno di pace oggi.”