PREGHIERA A SAN FRANCESCO
Oh come sono belli i piedi di quel messaggero di lieti annunzi il cui nome è Francesco, il Poverello di Assisi
Oh come sono belli i piedi di quel messaggero di lieti annunzi il cui nome è Francesco, il Poverello di Assisi
Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà» (cfr Mt 24, 42) — queste parole mi ricordano l'ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus. Nelle stesse mani materne lascio tutto e Tutti coloro con i quali mi ha collegato la mia vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e tutta l'umanità. Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera, affinché la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità.
"Come mi accoglieranno i romani, cosa diranno di un Papa venuto da un Paese lontano?". Un attimo prima che i cerimonieri aprissero le ante della loggia della benedizione, la sera del 16 ottobre 1978, Karol Wojtyla, appena divenuto Giovanni Paolo II, pensava a come Roma avrebbe guardato a "un Pontefice straniero dopo i bellissimi e importanti Pontificati del Novecento". Questa rivelazione è del cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, per trentanove anni segretario particolare di Wojtyla.
Luglio 1943 la veste bianca di Pio XII si macchiò del sangue di qualcuno dei feriti che egli, dopo il terribile bombardamento del quartiere San Lorenzo di Roma, uscito d’urgenza dal Vaticano era andato a confortare e a far sentire la sua presenza di padre e di pastore.
La Madonna appare a un giovane che era sul punto di commettere un omicidio. Inizia così la storia di fra Deogratias (Gabriele Mattei) e del santuario di Lenola. Correva l’anno 1602...