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Opere di carità

Opere di Carità

Guardando l'esempio del servo di Dio Gabriele Mattei, apostolo di carità, emerge chiaramente il suo ideale, la sua fiducia nell'amore e nella carità come mezzo per arrivare a rendere migliore la vita delle persone più deboli e svantaggiate. Le realtà caritative realizzate dal Fondatore nascono e si sviluppano secondo un percorso che tiene fede al suo carisma originario e dei bisogni tipici del tempo in cui egli è vissuto. Nel corso degli anni, tuttavia, subiscono mutamenti e trasformazioni per essere adeguate alle diverse realtà sociali. Mediante la loro storia è possibile leggere i cambiamenti della società. Attualmente il Santuario del Colle segue l'ispirazione di dare forma a un movimento di preghiera e di azione (CAV= Centro di aiuto alla vita) per far emergere la cultura della vita secondo le parole di Giovanni Paolo II espresse nell'Enciclica Evangelium Vitae: "Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico, per mettere in atto una grande startegia a favore della vita. Tutti insieme dobbiamo costruire una nuova cultura della vita." (EV 95).

In occasione delle celebrazioni del IV centenario l'icona della Vergine del Colle fu nuovamnete incoronata con il titolo di Madre della Vita, per questo ogni devoto del Colle si impegna, a fare in modo che la sua devozione da ideale diventi reale, si impegni dunque a pregare per la vita debole e indifesa e a promuovere una cultura della vita con azioni concrete. In particolare sosteniamo l'adesione al cosidetto

Progetto Gemma:

Progetto Gemma nasce dall'incontro tra l'esperienza dei Centri e Servizi di aiuto alla vita con l'esperienza delle adozioni a distanza. I Centri e Servizi di aiuto alla vita (Cav e Sav) sono sorti a partire dal 1975 per dare attuazione ad un pensiero fondamentale: "le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà". I Cav e i Sav non si pongono "contro" la madre ma "accanto" alla madre. Condividendone le difficoltà di ogni tipo essi difendono il diritto del bambino non ancora nato. Da un rapporto pubblicato nel 2005 risulta che i 278 Cav e Sav d'Italia aiutano ogni anno non meno di 7500 gestanti (7622 nel 2004), delle quali circa 1000 (1075 nel 2004) già orientate ad abortire accettano, nella grande maggioranza, di proseguire la gravidanza dopo l'incontro con un Cav o un Sav. Le adozioni a distanza costituiscono un'esperienza molteplice che fornisce un aiuto economico periodico ai poveri di Paesi lontani, per lo più bambini abbandonati dai genitori (si pensi ai "meninos" e alle "meninas de rua" del Brasile) o che comunque devono essere assistiti a causa delle difficili condizioni delle loro famiglie. Il nome di "adottante" attribuito a colui che si impegna a fornire ogni mese un sussidio economico a un determinato bambino è improprio, perché in nessun modo "l'adozione a distanza" può trasformarsi in adozione in senso giuridico. L'introduzione del bambino lontano nella famiglia "adottante" è solo spirituale. L'adozione a distanza è relativamente facile perché nei Paesi del Terzo Mondo il potere d'acquisto della moneta europea è molto alto: 30, 20 e talvolta anche 15 euro al mese possono bastare all'alimentazione, al vitto e all'istruzione mensile di un fanciullo.

Anche in Italia ci sono bambini abbandonati. Tanto abbandonati da essere uccisi. Anche in Italia ci sono bambini poveri. Anzi: sono i più poveri di tutti, perché non hanno neppure la voce per chiedere aiuto. Oltre a quelli di cui ogni tanto parlano i giornali, perché vengono trovati in cassonetti dell'immondizia, vi sono quelli, numerosissimi, cui viene impedito di nascere. Gli aborti, quelli conosciuti perché legali sono circa 140mila ogni anno. Poi ci sono quelli che nessuno può contare perché restano clandestini ovvero sono essenzialmente occulti, perché avvengono privatamente con l'uso di preparati chimici nei primi giorni di vita del concepito. Ci sono, dunque, tanti bambini a rischio di abbandono ancora prima della nascita nella nostra Italia, nella nostra regione, nella nostra città. Per molti tra loro tale estremo rischio è causato dalla povertà della madre. Le ricerche effettuate a campione dicono che il 40 o il 50% delle donne chiedono l'interruzione volontaria della gravidanza perché si trovano in difficoltà economiche. Specie in uno Stato che pretende di essere sociale è sommamente ingiusto che questo avvenga. Non possiamo attendere che le istituzioni si muovano. Subito tutte le persone di buona volontà possono fare qualcosa. Forse basta poco per salvare una vita umana. Ecco Progetto Gemma: un'adozione a distanza ravvicinata. "Adotta una mamma, salva il suo bambino". La difficoltà è che in termini monetari, il bisogno di una persona in Italia è molto più grande del bisogno di un bambino del Terzo Mondo. Perciò non sono tanti quelli che possono permettersi il mantenimento completo di un bambino per decenni. Per consentire una partecipazione significativa al Progetto bisogna perciò proporre un contributo economico mensile limitato per quantità e durata: 160 euro per 18 mesi. L'onere per gli adottanti non è leggero, ma è sostenibile rinunciando a poche cose superflue.

I vantaggi, invece, sono notevoli. In primo luogo gli "adottanti" sanno di aver salvato davvero una vita umana. In secondo luogo il tempo di 18 mesi è quello in cui nessuno pensa a quel bambino e a quella madre. Dopo, accanto all'ordinaria solidarietà del Cav e Sav, sarà più facile trovare quella di altre istituzioni pubbliche o private. Infine l'esperienza dimostra che, sebbene la somma erogata non elimini i problemi economici della madre, tuttavia l'impegno preciso e durevole nel tempo che il "Progetto" assicura costituisce una "carezza economica", che rompe la solitudine, stimola altre solidarietà, riapre la porta al coraggio. L'idea di "adozione" fa pensare a un rapporto familiare. E' giusto, perciò, presentare questa iniziativa alle famiglie sia già esistenti, sia in formazione. Ma anche un gruppo può divenire "adottante". Sarebbe quanto mai bello se ogni cellula della comunità cristiana si facesse carico di sottrarre alla morte un bambino. Ma il desiderio di realizzare una paternità e maternità spirituali può essere condivisa anche da altri gruppi, scuole, uffici, clienti di un negozio. L'iniziativa presenta il vantaggio di grande flessibilità. La somma di un "Progetto" può essere versata mese per mese o tutta insieme. Un "Progetto" offerto a metà, può essere unito ad un altro anch'esso parziale. Niente impedisce l'"adozione" anche a persone singole per sentirsi parte del "popolo della vita", per ricordare una persona cara, per festeggiare un evento.

www.mpv.org

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