Comitato pro beatificazione

Il 28 settembre del 2006, presso il Santuario della Madonna del Colle, con atto notarile, si costituiva il Comitato per la Beatificazione del Servo di Dio Gabriele Mattei, veggente di Maria e che su questo Colle il 15 settembre rinvenne l’immagine della Vergine con il Bambino, dando vita ad una ininterrotta devozione mariana, che oggi sta raccogliendo uno dei suoi maturi frutti.
E’ la fama di santità che dopo numerose richieste popolari, sono state raccolte ultimamente firme, ci ha spinti a chiedere alla Chiesa di verificare, nelle forme canoniche stabilite, se quanto è nel comune sentire dei fedeli sia vera voce di fede, cioè se siamo di fronte al quel “sensus fidei” che diviene testimonianza dell’azione dello Spirito Santo che viene ad insegnarci ogni cosa, che viene a guidarci a tutta la verità, che viene a proclamare la santità, cui ogni battezzato è chiamato, e che risplende in forma esemplare in coloro che la Chiesa riconosce e proclama santi.

La fama di santità di Gabriele Mattei è data da molteplice concordanze. Prima fra tutte la venerazione ininterrotta che i fedeli di Lenola e con loro i tanti pellegrini del Santuario, nutrono ormai da oltre tre secoli verso colui che riconoscono veggente di Maria, apostolo di carità e martire di Maria.
La fama di santità la raccogliamo dalle diverse testimonianze date sui segni prodigiosi e miracoli che accompagnano la vita di Gabriele. La storia ci ha trasmesso le prodigiose guarigioni testimoniante dalla Principessa Stigliano e dalla famiglia Taglietti, ma altre testimonianze si aggiungono fino a giungere ai nostri giorni. Tutto andrà accuratamente verificato con profondo discernimento, ma certo non si poteva chiudere pregiudizialmente il cuore e la mente alle opere che testimoniano la provvidenziale benevolenza di Dio che ha cura dei suoi figli e trasmette tale capacità d’animo ai santi, uomini nobili.
Ciò che potrebbe apparire un ostacolo, la distanza nel tempo, abbiamo celebrato lo scorso 3 dicembre il 350° anniversario della morte, rappresenta anch’esso un motivo di riflessione per intraprendere, con un canonico processo, il cammino di verifica della santità di Gabriele.

Questo luogo: il Santuario, le opere annesse, sono parola eloquente del suo instancabile amore verso la Vergine Santa, ma anche testimonia la venerazione ininterrotta per il Servo di Dio, cominciando dal suo funerale celebrato il 6 dicembre del 1656 alle tante celebrazioni scandite nel tempo in sua venerazione. In verità il lasso di tempo intercorso tra la morte e l’inizio del processo informativo della sua santità è stato così esteso, sia per l’indisponibilità finanziaria che per il necessario e l’indispensabile studio dei documenti custoditi nei vari Archivi. I segni di santità, presenti in modo costante nelle celebrazioni ufficiali e nella gratitudine dei cittadini di Lenola e dei devoti di Maria SS. del Colle, in questi ultimi anni sono stati avvertiti con rinnovato interesse, fino a giungere a questa sera con il solenne Atto di insediamento del Tribunale Diocesano per la Causa di Canonizzazione.

La fama di santità la ravvisiamo nell’esercizio eroico delle virtù. Gabriele Mattei, dalla conversione fino al tramonto della sua vita terrena, ha esercitato la virtù della fede che unita all’amore lo ha spinto a rendersi pellegrino per l’Europa, affrontando ogni sorta di difficoltà, ma donando speranza e risveglio di fede nei tanti incontri vissuti. Tutto ha vissuto con una incrollabile fiducia nella vergine Santa del Colle. Tale fede è stata apprezzata e accompagnata dalle stesse autorità ecclesiastiche; i vescovi di Fondi lo hanno sostenuto e quando è sorta una infelice contrapposizione con l’autorità ecclesiastica, Gabriele con umiltà ha rimesso ogni cosa nelle mani del Signore e della Vergine Santa. Non ha mancato di realizzare opere di carità, di essere sollecito verso i bisognosi, di sollevare le sorti sociali dei suoi stessi concittadini. Ha dato esempio di prudenza e obbedienza; ha coltivato la virtù della giustizia, di fronte alle difficoltà si è lasciato guidare dal dono della fortezza; gentile e disponibile, senza collera e sempre in pace. Dalla conversione in poi seppe vivere con animo libero dalle passioni, tendendo con fiducia a Dio che la tenerezza dell’Effige della Madonna del Colle con il bambino Gesù costantemente gli suggerivano.
La fama di santità è scritta anche nella sua morte: martire di Maria. Lui che un tempo coltivava sentimenti di violenza vi rinuncia per una vita nuova, ne diviene vittima, ad imitare la sorte del Signore Gesù che assunse su di sé i nostri peccati fino alla morte per redimerla. Così la morte di Gabriele ancora di più lo accomuna alla pasqua di Cristo, gloria di tutti i Santi.
La fama di santità è nel riconoscere che in lui Dio ha operato con la sua grazia.

“Gabriele Mattei conobbe la forza irrompente della grazia che agita i cuori e li converte alla luminosa pace di Dio. E trovò nell’invocazione alla Vergine Santa la dolcezza e l’armonia dell’anima. Egli, che voleva fare della morte un atto di vendetta per l’orgoglio ferito, diede testimonianza di una nuova vita suggellata dall’amore per Dio, per la Vergine Maria e per il prossimo. “Al vincitore sarà dato un nome nuovo” (Apocalisse): e Gabriele si chiamò frà Deo Gratias, per ricordare a sé e testimoniare ad altri la vittoria sul male, operata non per propri meriti, ma per la misericordia divina e per la protezione di Maria SS. del Colle. Avviando l’itinerario che ci auspichiamo porti il Servo di Dio agli onori degli altari, altro non desideriamo che sentirci guidati dallo Spirito: è Lui che dispone alla incessante preghiera, perché tutti sappiano essere aperti alla divina volontà.


Sac. Mariano Parisella
Vicario foraneo di Fondi
Presidente del comitato
per la Beatificazione Gabriele Mattei

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