Canti

Canti

Antico inno a Maria SS. del Colle
(di autore ignoto)

Godi o Lenola e vanne festosa
vanne pur santamente superba,
che la Madre di Dio pietosa
dolce cura si prese di te.

Evviva Maria la bella Madonna,
regina del Colle
la voglio chiamar

Circondata da spine e da erbe
fu trovata Maria sul Colle,
dal suo labbro maestoso si estolle
qual città più felice di te.

Qui si spande pietoso il suo manto
Là vi trova il rifugio e la speme,
dal dolore afflitto dal pianto
il nocchier che dal mar t'invocò.

Essa apparve più l'onda non teme
da tre secoli dà grazie a chi vuole,
fa ricorso alla Vergine del Colle
che chiamata mai sorda restò.

E tu Lenola ben sperimenti
di Maria sviscerato l'amore,
son di Lei infiniti portenti
che per te sempre pronta operò.

Su quel Colle celeste splendore
già rifulge la bella Regina,
l'invisibile mano divina
balenando in poter non cessò.

Tanto dicono quei verdi cipressi
che vi stanno al cospetto del tempio,
con caratteri vivi ed espressi
danno a leggere a che leggere sa.

INNO
Per il terzo Centenario

Dalla vetta sublime del Colle
che gli eroi seguaci del Vero
non temendo l'editto severo
di lor sangue fidenti sacrar,
su sciogliamo fatidico canto
che conforti, ravvivi, consoli,
e librato sereno sen voli
echeggiando dai monti e dal mar.
E sia canto giulivo che andrà
Risuonando di etade in età

Oggi splende più bello il creato
oggi esulta il castello di Ino,
quasi rida di un riso divino
e torni eco conto gioir.
Oggi il terzo de' secoli spira
da quel di che Gabriello felice
giubilando su questa pendice
detestava il suo lungo fallir!
Qui l'Effige Divina trovò
E pel mondo la fama volò!

Dove giunse la buona novella,
coi prodigi si crede conferma;
né sull'itale terre si ferma,
ma sorvola dall'Alpi il sentier!
Per le rive del Rodano corre,
all'eccelsa Regina del Colle
in Biscaglia indi un inno s'estolle,
i trionfi ne evoca il pensier!
Poi sul Tebro i suoi vanni spiegò
e liete orme di sé vi stampò.

 

 
CANTICO ALLA VERGINE DEL COLLE
Causa nostrae laetitiae

Dall'aurora apparisti più bella
pei tuoi raggi fu santa la terra
che l'immagine tua rinserra
essa splende e rifulge di Te.

Bella tu sei Maria
al tuo nome soave
fiorisce il Colle bruno
risplende più che sole.

Dei Martiri Ti chiaman Regina,
qui sorrise il tuo viso d'incanto
ed il sangue si è sciolto in un canto
che perenne ti dice beata.

  

 

Degl'infermi t'invocan salute!
e tu spandi divini bagliori
si dileguan mortali dolori
ed il giglio ritorna a fiorir.

Sei la rosa che sempre fiorisce!
E sul masso che dura nereggia
il cipresso perenne verdeggia
di Te canta e ne spande il poter!

Sei il fiore di nostra letizia
sei la torre che spira possanza
sei la stella che accende speranza
per te spezza l'errante il fallir!

Inno alla Madonna del Colle
(Domenichini -Giuliani)

Il tuo devoto popolo
Vergine del Colle
viene fidente e supplice
ai piedi tuoi beata.

Vergine santa e pia
Ave Maria,
Vergine santa e pia
Ave Maria.

A Gabriel dicesti
salire l'aspro Colle
ricalcar tua Immagine
da secoli nascosta.

 

Un coro di fanciulli
dié annuncio del prodigio
al tuo popolo di Ino
di tanto tuo fastigio.

Il popolo e Pastore
accorsero fidenti
a venerarti o Madre
dal volto sorridente.

Quelli che a Te ricorrono
di ogni lor periglio
dall'Ara tua ripartono
rasserenato il ciglio

 

Sei Madre di speranza
per ogni affranto cuore
Tu sei potente balsamo
sei speme al peccatore.

Solleva quei che soffrono
sul letto del dolore
apri a color che muoiono
il tuo materno cuore.

Sei Madre di conforto
che asciughi il nostro pianto
Tu sei di questo esilio
il più gioioso incanto.

 

Inno a Maria Santissima del Colle
per il IV Centenario (Valente – Bono)

O Sovrana Regina del Colle
a te il nostro grido di speranza;
oggi ancora si scioglie
il canto festoso della tua città,
che, sotto  la tua protezione, acclama:
a te la gloria e l'onore per la distesa dei secoli.

Da quattro secoli sale a te da questo Colle
la preghiera commossa del popolo pellegrino.
Un tempio glorioso è sorto in tuo onore:
di antiche memorie rifulge,
di un canto nuovo risuona.

Sei luce che risplende nelle tenebre,
sei l'alba che allontana ogni notte,
Maria, dolce nome della Madre di Dio,
prega per noi Cristo Signore.

Nell'ora dell'angoscia e del dolore
quando intorno è buio e arido il cuore,
con infinito amore apri le amorose braccia,
che stringono a te Gesù fanciullo,
perché tu sei la Madre  che consola.

Nel ritrovare la tua soave immagine,
misterioso pegno di speranza e di salvezza,
hai guadagnato gli uomini al tuo cuore puro
quando hai svelato a Gabriele
la gioia senza fine.

A noi che qui ti veneriamo, o dolce Madre,
un altro tempio chiedi d'innalzare:
il volto di tuo Figlio in un cuore nuovo,
sigillo dell'Alleanza eterna
nel fuoco dello Spirito Santo.

I due cipressi saldi, il prodigio promesso,
annunciano sicure le grazie implorate.
Guidaci al Padre che i suoi figli attende:
è questo il nuovo prodigio,
segno eterno che non scomparirà.

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